Parole chiave
Strumenti di pianificazione strategica e progettazione partecipata: i laboratori del futuro
Fare lavoro di rete significa riferirsi a una pratica che non si pone come obiettivo il cambiamento inteso solo come l'attivazione di processi funzionali al contesto ma come disegno etico politico che parte da un sistema di valori che guidano e modellano le azioni e le attività verso una ricerca di senso e di una direzione condivisa facendo propri il principio dell'empowerment e quello della valorizzazione delle risorse degli individui e della comunità/organizzazione (Migani, Albanesi, 2004). Operativamente fare lavoro di rete significa costruire un soggetto collettivo (gruppo) nel quale gli individui e le organizzazioni convergono verso un obiettivo comune, in genere diverso da quello che ciascuno sarebbe in grado di perseguire autonomamente. Il lavoro di rete in questo senso si configura come lavoro su un progetto comune che richiede ai singoli (organizzazioni e individui) di negoziare tra i propri bisogni e quelli del gruppo, di fare i conti con le diverse rappresentazioni che ogni soggetto porta in merito all'obiettivo comune, al proprio ruolo e a quello degli altri attori della rete. L'esistenza stessa di una rete si basa su un rapporto fiduciario, su un legame debole, la cui potenza sta nel non essere controllato da logiche gerarchiche, la cui fragilità sta nella necessità di trovare strategie cooperative e di negoziazione per poter funzionare. Fare lavoro di rete significa agire delle prassi in cui ciascun soggetto ritrova un ruolo funzionale al perseguimento di un obiettivo comune attraverso il riconoscimento del proprio potere e della propria responsabilità e la partecipazione.